22. giugno 2018 - 16:30 fino 18:30
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OGR Public Program - REVERSE ANGLE: VOCI E PROSPETTIVE SUI MEZZI E I MODI DI PERCEPIRE L'ALTRO | Corso Castelfidardo, 22 | venerdì, 22. giugno 2018

Questo talk nasce con l’intento di proporre una riflessione su una quotidianità torinese per nulla scontata, vista attraverso gli occhi di alcuni giovani migranti africani e filmata dal loro smartphone. Un incontro multidisciplinare che ha come tema centrale la percezione dell’altro attraverso la ripresa video.
Intervengono:
Davide Ferrario, regista. Si laurea in letteratura americana all'Università di Milano e inizia a lavorare come critico cinematografico e saggista negli anni '70. Alla società di distribuzione da lui avviata si deve la circuitazione in Italia di molti registi tra cui Fassbinder, Wenders, Wajda. Ha lavorato per alcuni registi americani indipendenti come John Sayles e Jim Jarmusch. Debutta alla regia nel 1989 con La fine della notte, giudicato "Miglior film indipendente" della stagione. Dirige opere, presentate al Festival di Berlino, al Sundance, a Venezia, Toronto, Locarno, che gli procurano una grande considerazione nazionale e internazionale. Tra gli altri: Tutti giù per terra, Figli di Annibale, Guardami e i lavori realizzati con Marco Paolini. Ferrario, rigorosamente indipendente, guida al contempo, e con notevoli risultati, la propria casa di produzione: Rossofuoco. Dopo mezzanotte e La strada di Levi realizzati con un budget molto ridotto, hanno ottenuto un grande successo in Italia e sono stati venduti in tutto il mondo. È autore dei romanzi Dissolvenza al nero, tradotto in molte lingue e adattato per lo schermo da Oliver Parker, Foto da galera (2005) e Sangue mio (2010) edito da Feltrinelli; e collabora stabilmente con il Corriere della Sera. Nel 2015 è stato invitato alla Biennale Arte di Venezia con una installazione con protagonista Umberto Eco. Nel 2017 ha debuttato nella regia lirica con Il borgomastro di Saardam di Donizetti al Teatro Donizetti di Bergamo.
Cecilia Pennacini, professore associato di Etnologia ed Antropologia visuale presso l’Università degli Studi di Torino. Dal 1988 svolge ricerche nella regione africana dei Grandi Laghi (in particolare nella Repubblica democratica del Congo, in Burundi, in Tanzania e in Uganda) su temi relativi all’antropologia visiva, simbolica e religiosa e allo studio del patrimonio culturale. Dal 2004 dirige la Missione etnologica italiana in Africa Equatoriale (Ministero degli Affari Esteri). Ha pubblicato numerosi articoli scientifici e volumi, tra cui “Kubandwa. La possessione spiritica nell’Africa dei Grandi Laghi” e “Antropologia, genere, riproduzione. La costruzione culturale della femminilità” e ha realizzato diversi documentari etnografici.
Giovanna Santanera, antropologa. Ha un assegno di ricerca all’Università di Milano Bicocca e un dottorato in Antropologia culturale all’Università di Milano Bicocca e all’ Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Attualmente sta svolgendo una ricerca sull’uso dello smartphone fra richiedenti asilo politico e rifugiati africani in Italia. Tra le pubblicazioni ricordiamo “Report on the international workshop Featuring Africa: Exploring the plurality of African digital film cultures”.
Marco Anselmi, antropologo. Ha svolto diverse ricerche sui temi delle migrazioni e delle questioni di genere in Sudafrica, Etiopia, Kosovo e Macedonia. Attualmente lavora con i richiedenti asilo come mediatore interculturale presso la Cooperativa e collabora con l’Ong Di-Svi in un progetto di educazione di genere rivolto a migranti. Tra le pubblicazioni ricordiamo “Il dentro e il fuori delle poleis. Strategie di resilienza all'interno del CIE”.
Antonio Stopani, geografo storico. Attualmente insegna presso il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio dell’Università degli Studi di Torino. Tra i numerosi articoli e volumi pubblicati, ricordiamo ”Geografia delle diaspore” e la postfazione di “Abbandoni. Assembramenti umani e spazi urbani: rifugiati e negligenti politiche di accoglienza”.
Elajiden Diakitè, dottorando in scienze internazionali presso l’Università degli Studi di Torino con una tesi intitolata “Il percorso dei migranti”. Attualmente lavora presso la Fondazione difesa dei Fanciulli che lo ha precedentemente accolto come rifugiato politico.
Modera Irene Maddio

Si prega di presentarsi con prenotazione alla mano.