16. gennaio 2019 - 1:00
Regno delle Due Sicilie, Naples
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16 Gennaio - Genetliaco SUA Maestà RE Francesco II | mercoledì, 16. gennaio 2019

REGNO delle DUE SICILIE

Oggi 16 Gennaio, 1836 nasceva

SUA MAESTA' il RE
FRANCESCO II di BORBONE
RE del REGNO delle DUE SICILIE

Divenne improvvisamente Re di un Regno vasto e ricco, nel bel mezzo di una cospirazione internazionale che in breve tempo mise a dura prova le sue capacità umane e di Sovrano che,nonostante ciò, si dimostrarono sempre esemplari.

Neppure ventenne non ebbe il tempo di ricevere dal suo predecessore il grande Re Ferdinando II, consigli e suggerimenti su come gestire il potere ed il delicato momento storico di transizione; non ebbe neppure il tempo per farsi conoscere ed apprezzare come Re.

Ma nonostante tutto ciò, ripercorrendo la storia è difficile trovare un altro Sovrano appena ventenne capace di rispondere con tanta saggezza, coraggio e lungimiranza in ciascuna di queste prove.

Fu umano con i sudditi, con il suo amato Popolo da Re

« Io sono Napolitano; nato tra voi, non ho respirato altr'aria, non ho veduti altri paesi, non conosco altro suolo, che il suolo natio. Tutte le mie affezioni sono dentro il Regno: i vostri costumi sono i miei costumi, la vostra lingua la mia lingua, le vostre ambizioni mie ambizioni. »

Fu coraggioso quando si trattò di combattere.

<<...Io sono un principe italiano illegalmente spogliato del suo potere, è qui l’unica casa che mi è rimasta, qui è un lembo della mia patria, qui sono vicino al mio Regno ed ai sudditi miei…..vengono chiamati assassini e briganti quegli infelici che difendono in una lotta diseguale l’indipendenza della loro patria e i diritti della loro legittima dinastia. In questo senso anche io tengo per un grand’onor di essere un brigante ...>>
<<...Ho fatto ogni sforzo per persuadere S.M. la ****** a separarsi da me, ma sono stato vinto dalle tenere sue preghiere, dalle generose sue risoluzioni. Ella vuol dividere meco, sin alla fine, la mia fortuna, consacrandosi a dirigere negli ospedali la cura dei feriti e degli ammalati; da questa sera Gaeta conta una suora di ****** in più. ..>>

Fu saggio quando si trattò di accettare la resa.

Si arrese non per mancanza di coraggio, ma per risparmiare al suo popolo fedelissmo ed al suo esercito altri inutili patimenti e lutti. Fu , questo, l'ultimo modo, in mancanza di soccorsi militari di Stati esteri in suo aiuto, che gli rimase per difendere la vita dei suoi sudditi.

Fu Nobile quando respinse tentativi di corruzione.

Il Re era giovanissimo, ma seppe trovare la dignità di rifiutare le offerte dell'Ambasciatore di Napoleone III che gli offriva la restituzione dei beni PRIVATI, indebitamente sottatti con la violenza alla sua Famiglia Reale, in cambio della sua rinuncia a sostenere la resistenza armata dei suoi sudditi : preferì vivere tutta la sua vita da povero pur di non aggiungersi alla lista di chi aveva tradito :

<<......per ciò che concerne la mia fortuna confiscata…quando si perde un trono, importa ben poco perdere anche la fortuna…sarò povero come tanti altri che sono migliori di me ed ai miei occhi il decoro ha pregio assai maggiore della ricchezza>>”.

Fu immenso quando condusse il resto della sua esistenza in povertà.

Non piatì denaro e né pretese mai nulla, accettò la croce dell'esilio pur con il cuore colmo di Amore reciproco per il suo popolo.

Fu dignitoso sulla via dell'esilio come primo emigrante.

<<...I miei affetti sono qui. Io sono napoletano, né potrei senza grave rammarico dirigere parole d'addio ai miei amatissimi popoli, ai miei compatrioti. Qualunque sarà il mio destino, prospero od avverso, serberò sempre per essi forti ed ammirevoli rimembranze. Raccomando loro la concordia, la pace, la santità dei doveri cittadini. Che uno smodato zelo per la mia Corona non diventi fonte di turbolenze. Sia che per le sorti della presente guerra io ritorni in breve fra voi, o in ogni altro tempo in cui piacerà alla giustizia di Dio restituirmi al trono dei miei maggiori, fatto più splendido dalle libere istituzioni di cui l'ho irrevocabilmente circondato, quello che imploro da ora è di rivedere i miei popoli concordi, forti e felici...>>

Nel paesino di Arco di Trento, dove morì povero ed in esilio, lontano dal suo amato Popolo, lo conoscevano come

- Signor Fabiani -

solo alla sua morte, la cittadina comprese che quell'uomo distinto era in realtà SUA MAESTA' il RE del REGNO delle DUE SICILIE FRANCESCO II di BORBONE

Il Popolo ed i suoi sudditi non lo abbandonarono, mai, in tanti si fecero ammazzare per più di 15 anni, in una guerriglia liquidata dai libri di storia come "brigantaggio".

Gli invasori dovettero passare sul ******** di interi paesi messi a ferro e fuoco, come Casalduni e Pontelandolfo, come Bronte ed Auletta, come la fortezza di Messina, di Civitella e di Gaeta ; giovani donne, uomini , anziani , contadini si fecero ammazzare pur di riportare Sua Maestà il Re Francesco II sul suo legittimo trono.

Popolo Re e soldati, furono un tutt'uno, un baluardo di eroi contro cui gli invasori dovettero faticare non poco per più di quindici anni (contrariamente a quanto la storiografia ufficiale ha voluto far credere sui libri di storia, dove si narra di festanti ali di folla pronte ad accogliere gli invasori, erano in realtà, ex galeotti che di li a poco avrebbero dato vita alla malavita "organizzata" ).

Il profilo di questo Nostro grande Sovrano non è stato ancora scritto secondo VERITA' e mai è stato possibile immaginare quali stati d'animo abbia dovuto affrontare .

Chi ne ha la possibilità si rechi sulla sua tomba nella ******** Reale dove riposa accanto alla sua Augusta consorte, la bellissima ****** Maria Sofia ( sorella della Imperatrice Sissi ) nella Basilica di Santa Chiara a Napoli e reciti le proprie preghiere affinché

IDDIO LO ABBIA IN GLORIA