18. luglio 2020 - 19:30 fino 21:30
Convitto Palmieri | Lecce, Lecce
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Inferno bianco di Gianluca Chierici | sabato, 18. luglio 2020

Sabato 18 Luglio 2020, in collaborazione con il Fondo Verri, Fallone Editore presenta Inferno bianco di Gianluca Chierici a Lecce, presso il chiostro del Convitto Palmieri, sito in Piazzetta Carducci, alle ore 19.30.



La presentazione sarà condotta da Michelangelo Zizzi.





Gianluca Chierici è nato nel 1977 a Milano. Ha scritto e diretto i film L’ultimo compleanno di Venere, pubblicato in Sguardi inquieti (Barbieri, 2003); La crudeltà dell’angelo (2004); Dannati (2005); La chiave dei grandi misteri (2006); Hystera, premio della giuria al Mystfest di Cattolica (2008); OR, BJEM (2009); PickUp (2010); Fiaba di Daina (2012); Holy Mary (2014). Ha pubblicato: Il libro del mattino (Acquaviva, 2005); L’eterno ritorno (Sentieri Meridiani, 2007 – Premio Castelpagano); La madre delle bambole (Tracce, 2008 – Premio Fondazione Caripe); Il nome del confine (Joker, 2009); La stirpe del mare (L’arcolaio, 2010); Hanno amore (Perdisa Pop, 2010); Il grido sepolto (Ladolfi, 2017); La storia di Layla e Yurkemi (Fara, 2018 – Opera vincitrice Faraexcelsior); Devi ancora inventare Euridice (Oedipus, 2019).





Con Inferno bianco di Gianluca Chierici, il VI titolo della collana Il Leone Alato, ‘siamo nel campo della scommessa radicale’, come scrive Vincenzo Frungillo nella prefazione alla plaquette. Chierici, procedendo per antitesi e ossimori visionari, condensa con compostezza algebrica l’essenza della riflessione ancestrale e poetica per antonomasia sul dolore dell’inciampo mortale e sulla strenua resistenza ad esso. Così, nell’armonia di un canto sommerso, s’avverano l’incanto come l’ammirazione, la sospensione temporale come la digressione, l’anamnesi come la profezia, in un terreno che confina da un lato con l’amalgama mitica e tragica di un passato lontano e dall’altro con l’elaborazione esperienziale della postmodernità.

Gianluca Chierici in Inferno bianco si attesta già certamente nello spazio prediletto della migliore poesia contemporanea per compostezza formale, compiutezza stilistica e profondità nella visione del mondo, lontana da qualunque retorica ondivaga o falsamente moraleggiante.