26. maggio 2017 - 18:00

Mostra Virtuale WARHOLism | venerdì, 26. maggio 2017

Da venerdì 26 maggio sarà possibile visitare virtualmente WARHOLISM This is not by me, una grande Mostra del pittore Vincenzo Bonanni. Un’importante preview accessibile a tutti gli estimatori del giovane e celebrato artista abruzzese.

Vincenzo Bonanni irrompe con WARHOLISM. Quattro sezioni per un totale di più di cento opere. L’universalità del linguaggio di Warhol è riutilizzata da Bonanni per veicolare il proprio messaggio artistico profondo, sociale e contemporaneo. Autoritratti e collages si scontrano con le dure realtà dell’Italia contemporanea, dalla Terra dei Fuochi agli sbarchi di Lampedusa, incrociando i volti di Alda Merini, Gino Strada e Roberto Saviano, testimonials di un’italianità alta, generosa e coraggiosa. Il vero non è dato più da ciò che si rappresenta o riproduce, ma da ciò che la memoria immediata ci trasmette come riconoscibile, quindi vero. La ripetitività rafforza il messaggio con l’effetto quasi di un bombardamento mediatico.

Quadri, collages, disegni, foto e polaroid che compongono WARHOLISM saranno visibili sul sito dell’artista (vincenzobonanni.com) a partire dalle h 18.00 del giorno 26 maggio, accedendo alla sezione Virtual Exhibition. Una particolarissima full immersion virtuale, ideata espressamente per l’occasione, che offre al visitatore una privilegiata lettura dell’imponente progetto artistico.
Commenti
  • WARHOLism This is not by me ... Virtual Exhibition on the site vincenzobonanni.com! Enter and Visit Now!
  • WARHOLism This is not by me by Vincenzo Bonanni Virtual Exhibition on vincenzobonanni.com May 26th h 6.00 pm
  • WAITING FOR "Vincenzo Bonanni WARHOLism -This is not by me" VIRTUAL EXHIBITION ... THREE more days!
  • WARHOLism ... VIRTUAL EXHIBITION!
  • Waiting for ...WHAROLism This is not by me
  • Vincenzo Bonanni WARHOLism This is not by me VIRTUAL EXHIBITION da venerdì 26 maggio h 18:00 su vincenzobonanni.com […] Se con Warhol l’America liberò l’arte mostrando semplicemente ciò che rappresentava, oggi è Warhol stesso, la sua immagine autoriprodotta ad aver assunto la sua riconoscibilità […] a conferma di un arte in cui le immagini sono costantemente in progress. Effigi entrate con forza negli occhi della società contemporanea tanto che, un’opera che si struttura nella sostituzione del viso iconico di Warhol, può creare nell’immediatezza un trompe-l’oeil. […] Un inganno per l’osservatore, quindi, che percepisce comunque l’opera come di Andy Warhol. Il vero non è dato più da ciò che si rappresenta o riproduce, dal “soggetto”, ma da ciò che la memoria immediata ci trasmette come riconoscibile, quindi vero. […] Warhol crea un linguaggio universale: semplicità visiva < democrazia < diffusione massima Perché non riutilizzare e anche “sfruttare” oggi un linguaggio universale così impattante per veicolare un messaggio artistico profondo, sociale e contemporaneo? […] In un’intervista del periodo delle Campbell’s soup Warhol disse di non volere criticare il suo paese, gli U.S.A., con il suo lavoro, ma semplicemente di riportare ciò che vedeva in quel momento storico. Fires’ Land muove dallo stesso principio di base per cui una passata di pomodoro 100% italiano può avere immediatezza come strumento per riflettere sulla Napoli della Terra dei fuochi. La ripetitività rafforza il messaggio, […] con l’effetto quasi di un bombardamento mediatico. Eppure resta unica nell’approccio pittorico e negli “ingredienti” che compongono queste italian soups […]. Warholism si cimenta con la più vasta e conosciuta produzione di Andy Warhol ma tralascia volutamente il periodo di ricerca che lo occupò perlopiù nell’ultima fase della sua vita, quella dei ritratti alle star internazionali. Fanno eccezione quattro serie di portraits: le Madrilyn e i due volti di Alda Merini (Silver Poetry e Golden Poetry) in versione Liz (Tylor) a celebrare la vecchiaia come fase della vita piena di libertà e bellezza poetica, i Gino Strada / Mao (Tse Tung) e i Knives con Roberto Saviano nelle fattezze del Lenin warholiano e un titolo che ricorda i “coltelli” dell’artista, opera scelta per la copertina del libro Gomorra dello stesso Saviano. Nella sezione Icons ho voluto inserire anche Cristiano Godano 36 times, 35 scatti fatti al musicista, scrittore e leader del gruppo indie rock dei Marlene Kuntz , sulla scia delle fototessere che compongono il ritratto di Ethel Scull, moglie del magnate e collezionista newyorkese, commissionato a Warhol nel 1963. Christ (Laudate Dominum) e Christ (Laudate Hominem), infine, sono due riproduzioni seriali del particolare di un quadro che ho presentato qualche anno fa; il volto estrapolato del Christus patiens rimanda al Cristo del cenacolo vinciano omaggiato da Warhol. […] La sezione Bruises&Blood trae origine dalla serie di opere conosciuta come Death and Disaster in cui Warhol inserisce le sue più note serigrafie del dolore “rubate” perlopiù dall’informazione giornalistica […] Ad essere “rubata” da me è la tragedia degli sbarchi di Lampedusa da una sequenza di Terraferma, film del 2011 del regista Emanuele Crialese (Isola dei conigli-Dry Land), è la “gioventù bruciata” di Amy Winehouse da una foto del 2007 (©Rama) che la immortala sola sul palcoscenico (Fifteen Amy), è la Piazza Duomo dell’Aquila terremotata dal mio Kyrie Eleison (Golden Kyrie), pezzo che ha dato il titolo ad una mostra nel 2009. […]. Un’eccezione sono le basi di polipropilene usate per le due serie Euros e Pills, raccolte anch’esse in Bruises&Blood. La prima ha un chiaro legame con i Dollars di Andy Warhol, la seconda, dietro un’iconografia che ricorda gli Eggs warholiani, è esattamente ciò che rappresenta: pillole. Gli ansiolitici hanno preso il posto delle anfetamine, un cambiamento rispetto agli anni della Factory forse di scarso rilievo o forse emblema di come oggi si preferisca tenere al guinzaglio quel qualcosa che una volta si cercava di stanare. V.B.